giovedì 9 novembre 2017

Rimborsi trasferte e km + fringe

L'azienda puo' chiedere ad amministratore e dipendente di utilizzare la loro auto.
  • si tende a far usare al dipendente la propria auto dando un rimborso km esente in busta paga
  • regola fiscale standard: il dipendente non paga, la srl detrae tutto (regola standard). i costi auto sono ora costi personale
  • se i viaggi sono nel territorio comunale il dipendente paga.
  • fuori del comune vale la regola standard se il rimborso chilometrico è analitico.
  • fuori dal comune il rimborso puo' essere a forfait con la regola della trasferta (46 al giorno). anche in questo caso vale la regola standard.
  • i costi deducibili si ricavano dalle tabelle aci e dipendono dal modello (max 17 cavalli fiscali) e dalla percorrenza media annuale (15.000 km). a fine anno, in caso di percorrenza media diversa bisognerebbe ricalcolare.
  • in caso di trasferta dell'amministratore spettano due rimborsi: 1) analitico per l'auto e 2) forfettario di trasferta. tutto è deducibile
  • il rimborso, se analitico, avviene sulla base di una nota spese con tutte le info necessarie a provare il viaggio e l'inerenza, compreso il "conferimento dell'incarico" (per il dipendente) e km percorsi.
  • per l'amministratore anche la visita in azienda (dalla sua residenza) è da considerare trasferta.
  • quanto detto per l'amministratore vale anche per il socio.
  • se l'amministratore ha partita iva il rimborso km rientra tra gli onorari.

L'alternativa è il fringe

  • l'auto data in uso promiscuo al dipendente è il caso più comune tra quelli fringe (l'esclusiva privata è minimo)
  • tale auto è acquistata dalla ditta (ded 70% iva 40%) il lusso non rileva!
  • fringe tassato in capo al dipendente: il 30% del costo km da tabelle aci. 

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